Guida operativa per le RSU
A cura di Antonietta Toraldo e Grazia Perrone
1. Nota introduttiva
Nella scuola dell’autonomia l’esercizio dei diritti sindacali del personale docente e non docente si coniuga – più che in altri settori del servizio pubblico – con l’organizzazione e la gestione dei diritti – costituzionalmente tutelati – degli studenti.
I diritti sindacali degli uni e il diritto allo studio degli altri costituiscono un momento delicato e complesso di organizzazione e di gestione della vita scolastica che richiede, forse più che altrove, un’attenzione particolare e un pieno rispetto delle regole e dei diritti.
Diritti che possono essere esplicitati al meglio solo in presenza di una adeguata conoscenza e informazione oltre al possesso di senso di responsabilità.
Questa scheda sulle RSU vuole costituire un organico strumento di sostegno e di riferimento per il corretto esercizio di quelle specifiche prerogative sindacali finalizzate alla tutela dei diritti soggettivi del personale docente e non docente dell’istituzione scolastica autonoma.
2. COME E QUANDO NASCONO
La legge delega 421/92 e il successivo decreto legislativo n. 29/93 riformano radicalmente il rapporto di lavoro nel pubblico impiego assimilandolo a quello privato. La “ratio” della riforma è che le fonti giuridiche che regolano il rapporto di lavoro sono:
· il codice civile e le leggi sul lavoro subordinato d’impresa;
· il d. lgsl. n. 29/93 e successive modifiche ed integrazioni;
· i contratti.
Ne consegue che, il rapporto di lavoro, nel pubblico impiego, è contrattualizzato non privatizzato: ovvero è regolato da contratti collettivi e individuali.
Le materie affidate alla competenza legislativa (e quindi non soggette alla contrattazione collettiva) definite dalla Legge 421/92 sono le seguenti:
a) reclutamento;
b) responsabilità: civile; penale; amministrativa; disciplinare;
c) responsabilità giuridiche nell’espletamento di procedure amministrative;
d) incompatibilità con altre cariche e/o funzioni (art. 508 T.U. ’94 per i docenti; 60-65 DPR 3/57 per personale ATA):
e) libertà di insegnamento.
Tutti gli altri aspetti non specificatamente inclusi nelle sopraccitate materie sono regolamentati dai Contratti collettivi di comparto.
Il passaggio dal vecchio al nuovo sistema è stato graduale e traumatico e si è concluso con le prime elezioni RSU svoltesi a dicembre del 2000.
Le RSU sono state introdotte nella scuola per la prima volta con il contratto 1998-2001. Nei contratti precedenti al 1995 l’attività sindacale nelle scuole si espletava con la nomina da parte dei sindacati di un proprio delegato, il quale si limitava all’esercizio dei soli diritti sindacali: usare la bacheca sindacale, fare assemblee. Con il contratto 1994-97 si è cominciato a parlare di relazioni sindacali che si limitavano all’informazione e all’esame congiunto con il Capo d’Istituto su alcune materie. Veniva redatto un verbale con le varie posizioni e la cosa si concludeva così. Il contratto 1998-2001 ha introdotto la possibilità di redigere il contratto integrativo d’istituto.
La presenza delle RSU nella scuola ha creato molte volte dei conflitti di competenze con i vari OO.CC. Al fine di evitare fraintendimenti e sovrapposizioni precisiamo le competenze di ciascuno:
- il consiglio di Circolo/Istituto decide le scelte generali di indirizzo e organizzative della scuola;
- il collegio dei docenti assume la responsabilità delle scelte pedagogiche e didattiche e degli obiettivi formativi;
- il contratto integrativo d’istituto tra Dirigente Scolastico e RSU persegue la migliore organizzazione del lavoro del personale della scuola per realizzare nel modo migliore gli obiettivi generali.
La RSU, eletta dall’insieme del personale della scuola, è un soggetto che si rapporta con il Dirigente Scolastico in modo paritario e si fa garante del funzionamento della scuola.
Il suo ruolo è fondamentale per un effettivo equilibrio dei poteri e per un’organizzazione condivisa e trasparente del lavoro, condizioni indispensabili per l’attuazione di un progetto formativo efficace.
La RSU, infatti ha diritto,ad avere informazioni in merito al piano delle attività che il Dirigente Scolastico deve predisporre in attuazione del POF, per il personale docente e per il personale ATA. Ha diritto anche a concordare i criteri di impiego del personale e quindi i criteri per la predisposizione del piano stesso delle attività, sia nell’ambito degli obblighi di servizio del personale, che nelle attività aggiuntive. Inoltre, può contrattare le modalità di esercizio dei diritti sindacali e l’applicazione dei vari istituti contrattuali a tutela del personale. In altre parole, le RSU realizzano, nel contesto dell’autonomia scolastica, un vero protagonismo di tutti i lavoratori nelle scelte organizzative e professionali che incidono nel lavoro quotidiano all’interno delle scuole.
Ma vediamo in modo dettagliato quali sono le competenze delle RSU e come si articola la loro attività.
3. COMPETENZE DELLE RSU
Il sistema delle relazioni sindacali all’interno di ciascuna istituzione scolastica è regolato dagli articoli 6 e 7 del CCNL 2003 e si articola in:
Contrattazione d’istituto e Partecipazione.
Costituiscono materia di contrattazione integrativa d’istituto:
v Modalità di utilizzazione del personale in rapporto al POF;
v Criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali e determinazione dei contingenti di personale per la salvaguardia dei servizi minimi essenziali ai sensi della Legge 146/90 e successive modifiche ed integrazioni;
v Attuazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Legge 626/94);
v Criteri generali per la ripartizione del fondo d’istituto per l’attribuzione dei compensi accessori al personale;
v Criteri e modalità relativi all’organizzazione del lavoro, all’articolazione dell’orario di lavoro e all’individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo d’istituto.
La partecipazione si esplica mediante l’informazione preventiva e successiva.
Costituiscono materia d’informazione preventiva:
v Proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola;
v Criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento;
v Utilizzazione dei servizi sociali.
Costituiscono materia d’informazione successiva:
v Nominativi del personale utilizzato nelle attività e nei progetti retribuiti con il fondo d’istituto;
v Criteri d’individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti previsti da specifiche disposizioni legislative o da accordi con altri enti e istituzioni;
v Verifica dell’attuazione della contrattazione sull’utilizzo delle risorse.
4. ARTICOLAZIONE DELL’ATTIVITA’ SINDACALE
QUANDO
All’inizio dell’anno scolastico |
CHI/ COSA FA
IL CONSIGLIO DI CIRCOLO/ISTITUTO, sulla base delle proposte e dei pareri dei genitori e, nella scuola superiore, degli studenti: Definisce gli indirizzi generali per le attività delle scuole Definisce le scelte generali di gestione e di amministrazione RSU: nei confronti degli OO.CC. e delle loro competenze, il rappresentante sindacale svolge un ruolo di orientamento e quindi può contribuire, con proposte, ad assumere determinate decisioni. |
RIFERIMENTI NORMATIVI
Art.3 DPR 275/99 (regolamento autonomia) |
|
Prima dell’inizio delle lezioni |
IL COLLEGIO DOCENTI sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte organizzative deliberate dal Consiglio di Circolo/Istituto: predispone il Piano dell’Offerta Formativa (POF) con la partecipazione di tutte le sue componenti e quindi: la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa, per gli aspetti pedagogico – didattici, adattandone l’articolazione alle diverse esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio-economico di riferimento. Quindi anche le attività aggiuntive. RSU: anche in questo caso si esercita un ruolo di orientamento, come nei confronti delle decisioni del Consiglio. Se la RSU è composta da docenti allora si è anche membri del collegio stesso. In quella sede si partecipa come membro componente dell’organo collegiale, si interviene a tale titolo e non come RSU. E’ evidente, però, che il ruolo non è lo stesso di un qualunque altro insegnante, a maggior ragione se dietro agli interventi, alle proposte, alle osservazioni c’è un lavoro di preparazione che ha coinvolto parte o l’insieme del personale.
|
Art. 3 DPR n. 275 /99 (regolamento autonomia) Artt.24 e 25 CCNL 2003 |
QUANDO
All’inizio dell’anno scolastico
Entro settembre (massimo ottobre). NB: se non lo si fa a settembre, è possibile sempre farlo anche in corso d’anno perché si può modificare e adeguare l’organizzazione del lavoro ATA, anche in corso d’anno. |
CHI/ COSA FA
IL DIRIGENTE SCOLASTICO, in relazione agli aspetti di carattere generale e organizzativo deliberati dal Consiglio e/o inerenti all’attuazione del POF: § consulta il direttore dei servizi generali ed amministrativi, § informa il personale ATA IL DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI formula una proposta di piano delle attività relativa all’orario di lavoro del personale ATA, comprese le attività aggiuntive, e formula una proposta di incarichi specifici dopo aver sentito raccolto pareri e proposte nell’assemblea programmatica del personale ATA. IL DIRIGENTE SCOLASTICO: ne verifica la congruenza con il POF, espleta le procedure previste per le relazioni sindacali ed adotta il piano. La puntuale attuazione dello stesso è affidata al direttore dei servizi.
RSU: § - chiede informazione preventiva con relativa documentazione, § - organizza incontri/assemblea con il personale, § - predispone una piattaforma per chiedere l’apertura formale della contrattazione, § - avvia la richiesta/procedura per la contrattazione al fine di stipulare un contratto integrativo di scuola su tutta questa materia |
RIFERIMENTI NORMATIVI
Art. 19 c. 5 del CCNL/99 Art. 52 c. 10 del CCNI/99 Art. 52 c. 10 del CCNI/99
Art.52 c.3 CCNL 2003
Art. 6 c. 3 lett. i) del CCNL/2003 Art.52 c.3 CCNL/2003 | ||
|
|
|
|
|
|
|
QUANDO
All’inizio dell’anno scolastico e prima delle lezioni (per ciò che attiene alla didattica).
Nei primi mesi dell’anno (per le attività aggiuntive)
|
CHI/COSA FA
IL DIRIGENTE SCOLASTICO predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali:
Il piano è sottoposto alle relazioni sindacali di cui all’art. 6 del contratto e poi deliberato dagli organi collegiali e può essere modificato in corso d’anno con la stessa procedura.
RSU
|
RIFERIMENTI NORMATIVI
Art. 24 comma 4 del CCNL/99 CM 243 del 14/10/99 sul fondo. Art. 6 c. 2 lett. d) e h) del CCNL/2003 |
QUANDO
Nei mesi di febbraio, marzo ed aprile |
CHI/ COSA FA
IL DIRIGENTE SCOLASTICO, sulla base delle iscrizioni, predispone la proposta di formazione delle classi e la proposta di organico da inviare al CSA. RSU Il sindacato, sulla formazione delle classi e sugli organici, non ha un ruolo ed un potere contrattuale perché la L. 29/93 nel delegificare il rapporto di lavoro nella scuola, ha definito anche le materie che sono oggetto di negoziazione tra le parti e quelle che rimangono di competenza del legislatore. Questa materia è riserva di legge. Il sindacato ha diritto di informazione preventiva (cioè prima che la proposta sia inviata al CSA) e diritto ad avere tutta la documentazione in merito: numero degli iscritti, scelta delle famiglie e degli studenti, criteri di composizione delle classi, … E’ importante esigere l’informazione preventiva per:
v Verificare le variazioni rispetto alle aspettative del personale v Verificare se ci sono forzature rispetto alle scelte delle famiglie e degli studenti v Verificare se ci sono variazioni di organico in modo da informare il personale e verificare la correttezza e tempestività delle procedure per la rilevazione dei soprannumerari v Valutare le possibili ripercussioni sulle modalità di utilizzo del personale e sull’organizzazione del lavoro v Informare il sindacato provinciale sulla situazione in modo da metterlo in condizione di discuterne con il CSA nella fase di confronto a livello provinciale
|
RIFERIMENTI NORMATIVI
L. 29/93 e decreti interministeriali sugli organici. Art. 6 comma 2 lett. a) del CCNL 24/7/2003 |
|
QUANDO
Salute e sicurezza nella scuola All’inizio d’anno ove non già fatto in base agli obblighi di legge All’inizio dell’anno scolastico All’inizio e nel corso dell’anno scolastico |
CHI/ COSA FA
IL DIRIGENTE SCOLASTICO:
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS):
DIRITTI DEL RLS
COMPITI del RLS:
COSA CONTRATTA IL RLS:
|
RIFERIMENTI NORMATIVI
Legislazione sull’igiene e
sicurezza nei luoghi di lavoro |
|
Suggerimenti per la redazione del contratto integrativo d’istituto L’utilizzazione dei docenti in base al POF può comprendere:
E’ una forma di utilizzazione del personale, si deve conciliare con l’art. 396/ D.Lvo 297/94. Gli aspetti didattici in merito all’assegnazione sono competenza del collegio. La tutela del personale, per quanto non previsto dal contratto nazionale sulla mobilità/utilizzazioni, compete al sindacato. Aspetti diversi nei vari ordini di scuole.
Interessi diversi da conciliare nel contratto:
NB: Il contratto dovrebbe definire criteri di rotazione tra docenti.
Il contratto di scuola potrebbe definire:
3. L’ assegnazione a plessi e succursali: il contratto di scuola deve tenere conto dei criteri generali nazionali del contratto sulle utilizzazioni:
4. L’ utilizzo dell’orario di lavoro:
b. aggiuntivo :
Per concludere ricordiamo che: v Quando l’accordo contrattuale è disatteso si ricorre al pretore. v Quando una delibera di un organo collegiale è disattesa si ricorre al TAR.
|